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Il bancomat come obbligo, non come scelta: quando anche pagare diventa un disagio


Negli ultimi tempi, per svolgere pratiche anagrafiche, tributarie; o accedere ad altri servizi pubblici, sempre più spesso ci si trova di fronte a un cartello che lascia poco spazio all'interpretazione: "Si accettano solo pagamenti con bancomat o carta". Una frase apparentemente innocua, ma che nasconde un disagio concreto e crescente, soprattutto per quella parte della popolazione che rappresenta ancora oggi l'ossatura del nostro Paese: gli anziani.

Per molti di loro, il contante è l'unico strumento di pagamento che conoscono e di cui si sentono sicuri. L'uso delle carte elettroniche, dei POS, dei PIN da ricordare, spesso si traduce in confusione, frustrazione e senso di esclusione. In un'Italia che invecchia, invece di semplificare, si impongono ostacoli. Quella che dovrebbe essere una libera scelta – pagare in contanti o con carta – diventa un obbligo mascherato secondo il nome della modernizzazione.

La verità però è un'altra: dietro questa forzatura si intravede chiaramente un sistema che continua a fare gli interessi delle banche, che su ogni transazione elettronica guadagnano, mentre i cittadini perdono. Perdono libertà, perdono autonomia, e si trovano ancora una volta stritolati da un meccanismo che li considera solo numeri, frullati all'interno di un circuito economico che ormai non tiene più conto delle persone ma di sistemi imposti per poter guadagnare su ogni tipo di servizio offerto, come se le tasse non bastassero già a penalizzare lo stile di vita in cui le rinunce sono all'ordine del giorno.

Pagare con i propri soldi, guadagnati con anni di lavoro e sacrifici, dovrebbe essere un diritto, non un labirinto di carte e macchinette. Eppure, sempre più spesso, nemmeno questo viene lasciato scegliere. Il contante, simbolo tangibile del valore del proprio lavoro, viene spinto ai margini, quasi demonizzato, in nome di una digitalizzazione che sa di imposizione più che di progresso.

E così, mentre lo Stato parla di inclusione, con spot da lacrime, aumenta il numero di chi si sente escluso. Soprattutto coloro che hanno costruito questo Paese, e che ora, alla finestra di uno sportello, si sentono dire: "No, il contante non lo accettiamo".



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