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Istruttore di sala: il motore invisibile delle palestre, sottopagato e sovraccaricato

L'istruttore di sala è; o meglio dovrebbe essere, il punto di riferimento tecnico di ogni palestra. Colui che accoglie, consiglia, elabora schede di allenamento e, soprattutto, interviene con prontezza quando vede un esercizio eseguito male, per tutelare la sicurezza e l'incolumità del cliente. Deve essere presente, attento, con un'energia costante e un buonumore che non può mai vacillare, anche dopo ore in piedi e spesso senza vere pause.

Ma il problema non è solo la remunerazione totalmente inadeguata rispetto al lavoro svolto; ma è che per quella cifra si richiedono competenze da ortopedico, atteggiamento da psicologo, fermezza da vigilante e pazienza da educatore. A tutto ciò c'è da aggoungere che l'istruttore, oltre a seguire gli allenamenti, si ritrova a mettere ordine in sala, a raccogliere pesi lasciati ovunque, a rimuovere cartacce e quotidianamente a riportare l'ordine dove il rispetto "sembra molto spesso essere una nozione in declino.

Capita spesso, purtroppo, di dover gestire clienti maleducati, arroganti, se non addirittura rissosi. In queste situazioni, non sempre è presente un responsabile che possa intervenire, e l'istruttore si ritrova, suo malgrado, a dover gestire da solo una situazione che esula dalle sue reali responsabilità. E così, a supplire, è sempre lui: quello che per qualche centinaio di euro al mese finisce per farsi carico anche della sicurezza, dell'ordine e della buona convivenza in sala.

Peccato che tutto questo non rientri nel suo ruolo. L'istruttore di sala è infatti un professionista del fitness, non un addetto alle pulizie, non un buttafuori, non un problem solver tuttofare. Il suo compito è garantire che il cliente si alleni bene, in sicurezza, con criterio. È fare educazione fisica, non educazione civica in trincea.

Il problema è culturale, oltre che contrattuale: si dà per scontato che il lavoro in palestra sia una passione, e che basti quella a giustificare il resto. Ma la passione non paga le bollette, non tutela la salute, non regge sulle spalle un ambiente che, spesso, scarica ogni responsabilità proprio su chi è troppo spesso sottovalutato, sebbene la realtà testimoni ogni giorno l'esatto contrario, in sale dove l'istruttore di sala sembra essere chiamato in causa più di una panca multifunzione.

Valorizzare davvero il ruolo dell'istruttore di sala significa riconoscerne la professionalità, dargli un contratto dignitoso, strumenti adeguati e un ambiente di lavoro sano. Perché dietro ogni scheda c'è una testa che lavora, e dietro ogni saluto che accoglie c'è una persona che merita rispetto.


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