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LE SORELLE SCOMPARSE E LO SPRECO DI RISORSE PUBBLICHE: CHI PAGHERÀ IL CONTO?

Per oltre due settimane l'Italia ha assistito con apprensione alla vicenda delle due sorelle di 12 e 16 anni scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena. Vigili del fuoco, carabinieri, volontari della Protezione Civile, unità cinofile, mezzi specializzati e investigatori hanno lavorato senza sosta per ritrovare le due minorenni che si temeva potessero essere state vittime di un rapimento, di un incidente; o nzor peggio di un gesto estremo.

Le ricerche hanno coinvolto vaste aree dell'Abruzzo e del Lazio. Sono stati effettuati sopralluoghi, controlli, analisi di filmati, verifiche investigative e intense attività di ricerca sul territorio. Per giorni l'intero apparato pubblico ha operato con una sola priorità: ritrovare due ragazze considerate in grave pericolo.

Poi è arrivata la svolta.

Secondo quanto comunicato dalla Procura di Sulmona, le due minori sono state ritrovate sane e salve a Formia. La madre, il compagno di quest'ultima e il nonno delle ragazze, sono stati arrestati con l'accusa di sequestro di persona aggravato in concorso. Sarà naturalmente la magistratura ad accertare ogni responsabilità individuale e a stabilire i fatti in via definitiva.

Ma una domanda resta inevitabile.

Quante risorse pubbliche sono state impiegate in questo arco di tempo?

Quando viene attivato il protocollo per persone scomparse, soprattutto se minorenni, entrano in azione decine di operatori appartenenti a più apparati dello Stato. Il costo complessivo delle operazioni di ricerca, protratte per giorni potrebbe quindi aver verosimilmente comportato un esborso fra i 30.000 e i 100.000 euro, interamente a carico della collettività. Basta pensare ai mezzi di ricerca terrestri, navali e aerei per le operazioni di localizzazione, al carburante, agli straordinari, alle attività investigative e di coordinamento operativo: soldi pubblici, soldi dei contribuenti.

Risorse che oltretutto vengono sottratte ad altre emergenze e ad altri servizi essenziali.

Se come ormai sembra essere confermato le minori sono state effettivamente sottratte e nascoste da adulti appartenenti al loro stesso contesto familiare, sarebbe legittimo aprire una riflessione seria sull'introduzione di forme più incisive di responsabilità economica nei confronti di chi provoca "deliberatamente" l'attivazione di imponenti operazioni di ricerca attraverso comportamenti fraudolenti, superficiali; o finalizzati a eludere provvedimenti dell'autorità giudiziaria.

Naturalmente nessuna sanzione potrebbe mai essere attribuita ai minori. Diverso è il discorso per eventuali adulti che abbiano organizzato, favorito o occultato una sottrazione di minori, qualora tali condotte venissero definitivamente accertate dalla magistratura.

La vicenda pone inoltre interrogativi pesanti sul sistema di protezione che avrebbe dovuto garantire la sicurezza delle ragazze.

Le due sorelle si trovavano in una struttura destinata ad accogliere e tutelare i minori. Se è stato possibile allontanarsi dalla struttura attraverso punti di accesso non adeguatamente controllati; o se terze persone hanno potuto agevolare il contatto con l'esterno, è evidente che dovranno essere svolti approfondimenti rigorosi sulle misure di sicurezza adottate.

Una casa famiglia è una struttura che ha precisi obblighi di vigilanza e protezione nei confronti di soggetti particolarmente vulnerabili. Per questo motivo appare doveroso verificare che le strutture adibite a questo tipo di tutela e assistenza, rispettino tutti gli standard richiesti dalla normativa e dalle autorizzazioni amministrative.

Qualora emergessero gravi carenze organizzative o violazioni degli obblighi di tutela, le autorità competenti dovrebbero valutare ogni conseguenza prevista dalla legge, comprese eventuali sospensioni o revoche delle autorizzazioni.

Il caso delle due sorelle ritrovate sane e salve è certamente una buona notizia; ma non può cancellare due settimane di paura, l'impiego massiccio di uomini e mezzi dello Stato e il dolore vissuto da chi ha creduto di trovarsi davanti all'ennesima tragedia.

Per rispetto dei cittadini, delle forze dell'ordine e di tutti coloro che hanno partecipato alle ricerche, è necessario che vengano chiarite fino in fondo tutte le responsabilità, e che questa vicenda possa far riflettere su come tutelare meglio i minori e su come evitare che enormi risorse pubbliche vengano mobilitate a causa di comportamenti evitabili.


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