


Lungo il "Piccolo Anello del Gariglione", nel cuore della Sila Piccola, all'interno del Parco Nazionale della Sila, tra faggi secolari e foliage autunnale, la riserva biogenetica regala un'esperienza unica attestata dalla scienza e accessibile a tutti.
"Bellezza".
È ciò che si percepisce con il corpo e si vive con i sensi attraversando, in sicurezza, luoghi di grande valore naturalistico, dove paesaggio, cultura e arte si intrecciano, dando vita a esperienze di benessere allo stato puro.
Sto parlando della riserva naturale biogenetica del Gariglione - Pisarello, all'interno del Parco Nazionale della Sila (in Calabria), e più precisamente di ciò che si può sperimentare lungo uno dei sentieri a libero accesso, dal nome "piccolo anello del Gariglione".
Questo suggestivo percorso attraversa una zona boschiva con predominanza di pino laricio silano (Pinus nigra ssp. Calabrica), faggio (Fagus sylvatica) ed esemplari maestosi e secolari di abete bianco (Abies alba) che, insieme all'elevata umidità dell'aria e all'assenza di attività umane e industriali, creano un ambiente ideale per la crescita di un lichene molto importante, la Lobaria pulmonaria, che indica quanto l'aria è pulita e l'ambiente è in buona salute.
Un luogo già noto agli esploratori del Novecento: nel 1915 Norman Douglas, nel suo celebre diario di viaggio ''Old Calabria", descriveva quest'area silana "... un autentico urwald o giungla vergine. Per quanto mi risulta non esiste niente di simile da questa parte delle Alpi e nemmeno sulle Alpi stesse".
Il sentiero è uno dei tanti percorsi immersi in boschi di straordinaria bellezza, facilmente accessibile e adatto a tutti, dai bambini agli anziani. Parte da una quota di 1.650 metri sul livello del mare e si sviluppa ad anello, con un dislivello inferiore ai 100 metri.
Il silenzio che accompagna il cammino invita ad ascoltare ciò che ci circonda e a respirare lentamente e in modo naturale. Tra le chiome di pini e abeti secolari, l'aria si arricchisce delle essenze balsamiche rilasciate dalle antiche cortecce ricoperte di licheni. Ogni respiro profondo diventa così un gesto rigenerante, capace di donare una piacevole sensazione di freschezza e purezza e di favorire il benessere delle vie respiratorie. Non si tratta soltanto di una sensazione: da anni, la riserva biogenetica è al centro di importanti studi e rilevamenti ambientali ed ecologici che ne analizzano la qualità dell'aria e le condizioni atmosferiche.
Gli studi condotti in questa porzione dell'altopiano silano spaziano dalla fisica dell'atmosfera e analisi delle polveri sottili/nanoparticelle al biomonitoraggio tramite indicatori biologici (licheni epifiti). Uno degli studi più citati a livello mediatico riguarda le campagne di rilevamento sulle micro e nanoparticelle condotte dal Laboratorio di nanodiagnostica di Modena, guidato dai ricercatori Stefano Montanari e Antonietta Gatti, che hanno registrato un livello pressoché nullo di nanoparticelle metalliche e polveri di origine antropica ovvero legate alla presenza e alle attività dell'uomo. I valori registrati si sono rivelati persino inferiori a quelli rilevati in alcune stazioni di riferimento polari, portando la divulgazione scientifica e le istituzioni locali ad affermare che la Sila Piccola vanta "l'aria più pulita d'Europa". Inoltre, l'ecotipo locale di abete bianco del Gariglione è ancora oggi di grande interesse scientifico internazionale, per la genetica e la resistenza a fattori di stress atmosferico ed ecoinquinamento.
Ancora una volta, natura, scienza e benessere si intrecciano in un equilibrio virtuoso. Durante la stagione autunnale, soprattutto da metà ottobre a metà novembre, alla bellezza del paesaggio si aggiunge lo spettacolo del foliage: il verde scuro degli abeti fa da sfondo alle calde sfumature dei faggi, le cui foglie si tingono d'oro, arancione e rosso intenso, creando un contrasto cromatico unico.
Un motivo in più per vivere, in questa stagione, un'esperienza rigenerante nel cuore della Sila Piccola, all'interno del Parco Nazionale della Sila.