La transizione energetica non riguarda soltanto il modo in cui produciamo e utilizziamo l'energia, ma anche il modo in cui immaginiamo e viviamo le nostre città. È da questa visione che nasce il nuovo percorso di On Charge, operatore privato italiano attivo nella mobilità elettrica, che punta a trasformare le infrastrutture di ricarica in veri e propri hub urbani, capaci di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità, sicurezza e servizi per la comunità.

Con il progetto Park & Charge, in partenza a Roma, l'azienda avvia un piano strategico che ambisce a superare il concetto tradizionale di stazione di ricarica, integrando mobilità elettrica, fonti rinnovabili, sistemi di accumulo e soluzioni pensate per migliorare la vivibilità degli spazi urbani. Un modello che mette al centro non soltanto l'efficienza energetica, ma anche le persone, la sicurezza del territorio e le opportunità di sviluppo economico e sociale.

Con una rete complessiva di 2.650 punti di ricarica tra operativi, installati, di prossima attivazione e acquisiti, On Charge si prepara a consolidare la propria presenza sul territorio nazionale, a partire da Roma e dalla sua provincia.

Ne parliamo con Claudio Piazza, Presidente e Amministratore Delegato di On Charge, per approfondire la visione dell'azienda, le prospettive del progetto Park & Charge e il ruolo che le nuove infrastrutture energetiche possono svolgere nella trasformazione delle città del futuro.

On Charge propone una visione della mobilità elettrica che va oltre la semplice installazione di colonnine. Qual è la filosofia alla base del progetto Park & Charge e in che modo questi hub possono contribuire alla riqualificazione dei quartieri e alla qualità della vita dei cittadini?

Park & Charge nasce con l'obiettivo di superare il concetto tradizionale di ricarica, trasformando le infrastrutture in veri e propri hub di mobilità e servizi. Vogliamo creare spazi funzionali e tecnologicamente evoluti, capaci di integrarsi nel tessuto urbano e contribuire alla riqualificazione dei quartieri, generando valore per il territorio e per le comunità.

Il progetto Park & Charge prenderà avvio da diversi quartieri di Roma, per poi inserirsi in una strategia nazionale. Perché avete scelto la Capitale e quali sono le prospettive di sviluppo nelle altre città italiane?

Roma rappresenta il punto di partenza di un progetto che guarda all'intero territorio nazionale. La nostra intenzione è sviluppare un modello di hub di mobilità replicabile anche in altre città, adattandolo alle caratteristiche e alle esigenze dei singoli territori. L'obiettivo è contribuire a una trasformazione concreta della mobilità urbana, attraverso infrastrutture e servizi integrati.

I nuovi hub integrano ricarica elettrica, fotovoltaico, sistemi di accumulo, autoconsumo e comunità energetiche. Quali vantaggi può offrire questo modello a cittadini, imprese e territori?

Il valore di questo modello risiede nell'integrazione tra produzione e utilizzo dell'energia. Fotovoltaico, sistemi di accumulo e infrastrutture di ricarica permettono di valorizzare l'energia rinnovabile, favorire l'autoconsumo e rendere più efficiente l'intero sistema. È una visione che consente di coniugare mobilità ed energia, creando benefici ambientali ed economici per cittadini, imprese e territori.

Tra gli elementi distintivi del progetto figurano videosorveglianza avanzata, illuminazione intelligente e colonnine SOS. Quanto è importante progettare infrastrutture che siano anche presidi di sicurezza e inclusione, soprattutto per le donne e per chi vive quotidianamente gli spazi urbani?

La sicurezza è un elemento fondamentale nella progettazione dei nuovi hub. L'integrazione di videosorveglianza, illuminazione intelligente e colonnine SOS risponde alla volontà di creare spazi più sicuri e accessibili. Crediamo che le infrastrutture della mobilità debbano contribuire non soltanto alla sostenibilità ambientale, ma anche al benessere e alla qualità della vita delle persone.

On Charge nasce come startup e ha costruito il proprio percorso anche grazie al contributo di giovani professionisti. Come si traducono questi valori in innovazione concreta e quali collaborazioni ritenete fondamentali per accelerare la transizione verso una mobilità sostenibile?

Si; nasce come startup e ha avuto successo anche grazie al contributo di tanti giovani under 40 che ne hanno accompagnato lo sviluppo.

Oggi siamo un laboratorio di ricerca e sperimentazione di nuovi servizi per la transizione ecologica, con l'obiettivo di rendere la ricarica sempre più intuitiva e accessibile, anche attraverso l'interoperabilità. Lavoriamo inoltre allo sviluppo di sistemi integrati di e-mobility, dalle ciclostazioni al car sharing elettrico, fino agli autobus elettrici destinati a servizi sociali e turistici. Soluzioni che abbiamo progressivamente trasformato in progetti concreti.

Fondamentali sono le collaborazioni con le pubbliche amministrazioni, attraverso partenariati pubblico-privati, con le aziende e con le università, centri di ricerca e innovazione.

La vostra rete conta complessivamente 2.650 punti di ricarica, tra operativi, installati, in fase di attivazione e acquisiti. Quali sono i prossimi obiettivi di crescita, sia nell'ampliamento della rete sia nello sviluppo dei servizi integrati?

Abbiamo una pipeline di ulteriori 6.314 punti di ricarica, attualmente in trattativa su tutto il territorio nazionale. La nostra priorità è concentrarci sulle aree urbane, dove registriamo un interesse crescente verso l'elettrico e dove gli hub di mobilità rappresentano una delle risposte più innovative.

La nostra visione, tuttavia, è più ampia: On Charge opera in tutte le declinazioni dell'elettrico, dal residenziale, con impianti fotovoltaici e sistemi di ricarica domestica, alla mobilità leggera, fino ai servizi di mobilità sociale, come gli autobus elettrici.

Vogliamo mettere le nostre competenze a disposizione di pubbliche amministrazioni, aziende e grandi comunità per sviluppare insieme un ecosistema green, capace di migliorare concretamente la qualità e la sostenibilità dei territori.