By Simona Santanocita on Giovedì, 16 Gennaio 2025
Category: Attualità

L'Italia non è un paese per vecchi

Ogni giorno veniamo informati su come questo paese sia ormai prevalentemente abitato da una popolazione anziana, in continuo invecchiamento, mentre la natalità continua a diminuire, con un numero sempre più esiguo di nuovi nati. In contraddizione tuttavia ad una situazione oggettiva e riscontrabile, nulla si fa per agevolare le difficoltà in cui gli anziani incorrono a partire da quelle quotidiane. Una fra tutte quella relativa ai trasporti pubblici, con un problema di accessibilità sia per quanto riguarda le sedute, che gli scalini di salita e discesa.

Le prime, si presentano infatti posizionate ad altezze non compatibili con la mobilità ridotta delle persone anziane o di chi ha problemi alle gambe, a causa di infortuni o patologie, ricordando quasi delle piattaforme sopraelevate; mentre gli scalini d'ingresso e uscita, sembrano pensati per chi dovrebbe essere campione di salto in alto.

L'accesso agli autobus, infatti, non è sempre pensato per favorire l'inclusività, lasciando spesso fuori dalle esigenze di mobilità le fasce più vulnerabili della popolazione. La situazione non migliora quando si tratta di scendere dalle sedute stesse: le persone anziane, ad esempio, sono infatti costrette ad una manovra non solo faticosa ma anche pericolosa, spesso piegandosi lungo le barre di supporto dell'autobus, in una sorta di movimento che ricorda una "lap dance", nel tentativo di far avanzare le gambe oltre la soglia. Purtroppo, non è raro assistere a scene simili: dei veri e propri atterraggi morbidi peraltro studiati da chi anziano è ormai consapevole di non avere altre forme di cautela da adottare durante gli spostamenti con i mezzi pubblici.

Il rischio di cadute aumenta notevolmente in questi frangenti, e l'assenza di soluzioni come rampe, sedili regolabili;  o sistemi di sollevamento automatici rende ancora più difficile il viaggio per coloro che hanno una mobilità limitata. Un'umiliazione gratuita per l'anziano o per chi colpito da difficoltà motorie si trova a vivere una situazione che dovrebbe al contrario venire incontro ad ogni esigenza dei passaggeri e non trasformarsi in una vera e propria battaglia contro la quotidianità.

Per questo motivo, diventa cruciale un intervento urgente volto a migliorare l'accessibilità nei trasporti pubblici. Gli autobus dovrebbero essere progettati tenendo conto delle necessità di tutti, con soluzioni che permettano l'accesso facile e sicuro a chiunque, senza far sentire nessuno emarginato. Dalle pedane mobili alle sedute regolabili, fino alla progettazione di veicoli a bassa accessibilità, l'adozione di queste misure non solo migliorerebbe la qualità della vita delle persone con disabilità o degli anziani, ma anche quella di chi, occasionalmente, si trova ad avere problemi di mobilità a causa di un infortunio.

Se non bastasse, a tutto ciò si aggiungono le continue e brusche frenate, che sembrano il marchio di fabbrica di una guida da rally su circuito pubblico. Ormai è la norma vedere persone che, alla partenza, si scagliano a tutta velocità da un'estremità all'altra del mezzo, ora in braccio a un altro passeggero, ora appesi al conducente, altri che atterrano direttamente sul pavimento. E, sorprendentemente perché non sono solo gli anziani a fare acrobazie: anche i più giovani non mancano di mettersi alla prova.

Ormai, per muoversi in città, bisognerebbe indossare una corazza di gommapiuma, pronti a salire sull'autobus come se si prendesse parte ad un corso d'addestramento militare. La vera sfida? Riuscire a rimanere in piedi e illesi fino a destinazione.