In Italia, la sanità pubblica offre una copertura che, purtroppo, non si estende a tutti i farmaci necessari, tra cui i colliri. Se per alcune categorie di farmaci è prevista la rimborsabilità, i colliri non rientrano quasi mai tra i farmaci di fascia A, a meno che non siano destinati alla cura del glaucoma, una condizione che colpisce numerose persone, in particolare anziani. Infatti, sebbene i farmaci per il trattamento del glaucoma siano generalmente mutuabili, la grande maggioranza dei colliri, utili per altre problematiche oculari come l'idratazione o le allergie, sono considerati farmaci di fascia C. Ciò significa che sono a carico del paziente, senza alcuna copertura da parte del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Attualmenteì il prezzo di un flacone di collirio, rappresenta una spesa non indifferente, soprattutto per gli anziani, che spesso necessitano di terapie quotidiane e frequenti. In particolare, le persone anziane, che soffrono frequentemente di secchezza oculare, allergie stagionali o irritazioni, si trovano a dover affrontare non solo un problema di salute ma anche una difficoltà economica. La possibilità di non potersi permettere un farmaco di base come il collirio, in grado di migliorare la qualità della vita e prevenire complicazioni, diventa una realtà dolorosa e frustrante.
Inoltre, le persone con pensioni basse o quelle che devono far fronte a spese mediche elevate spesso rinunciano a cure essenziali, non avendo alternative economiche. In questi casi, l'accesso a terapie adeguate risulta in un serio ostacolo alla loro salute oculare e, più in generale, al benessere.
Oltre alla questione economica, c'è anche un altro aspetto che merita attenzione: la difficoltà nell'utilizzo dei colliri stessi. Molti flaconi moderni sono difficili da maneggiare e spesso non solo per gli anziani, che potrebbero avere problemi di destrezza o forza nelle mani; ma anche per le persobe più giovani. La consistenza della bottiglietta risulta spesso troppo dura, impedendo una corretta pressione, rendendo difficile l'instillazione del farmaco.
Alcuni colliri richiedono una preparazione complessa, con la necessità di un'accurata gestione delle dosi e della sterilità. Questo rende l'uso del farmaco ancor più arduo per chi non ha esperienza o capacità di preparare correttamente il prodotto. Un esempio sono i colliri che che necessitano di una procedura a monte che richiede competenze quasi da chimico, con il rischio di errori che potrebbero compromettere l'efficacia del trattamento.
Prima dell'introduzione delle moderne bottigliette, i colliri erano confezionati in piccoli flaconi con contagocce semplici e pratici da utilizzare. Questi prodotti, pur con una tecnologia più elementare, permettevano una somministrazione più agevole. Il contagocce, infatti, era progettato per essere facilmente utilizzato anche da persone con difficoltà motorie. L'evoluzione della tecnologia, seppur utile in alcuni casi, ha comportato la comparsa di flaconi e meccanismi che non sono sempre adatti a chi ne ha veramente bisogno.
Dunque la questione dell'accessibilità ai colliri, sia dal punto di vista economico che pratico, rappresenta un obiettivo importante da affrontare in Italia. È fondamentale che il sistema sanitario nazionale riveda la classificazione di questi farmaci, allargando la rimborsabilità per chi ne ha bisogno, indipendentemente dalla patologia di riferimento. Inoltre, sarebbe utile sviluppare nuovi dispositivi per la somministrazione dei colliri che siano più semplici da usare, mantenendo comunque l'efficacia terapeutica.
La salute oculare non dovrebbe essere un lusso per pochi, ma un diritto per tutti, e ciò include il diritto ad avere accesso a farmaci di base come i colliri, che possano migliorare la qualità della vita senza rappresentare un peso economico o una difficoltà nell'utilizzo.