By Simona Santanocita on Giovedì, 24 Settembre 2026
Category: Attualità

Con 340 euro al mese non ci si può permettere lo svago: a cosa servono gli sconti della Disability Card?

Con 340 euro al mese, una persona con disabilità pensa a come arrivare alla fine del mese e nella maggior parte dei casi senza riuscire in in quello che è a tutti gli effetti un corso di sopravvivenza . Spesa, bollette, farmaci e trasporti vengono prima di tutto. Non certo il cinema, il teatro o un museo, anche se con lo sconto.

La Disability Card offre agevolazioni per cultura, tempo libero e trasporti. Ma quando il problema è riuscire a vivere, uno sconto sullo svago rischia di essere una risposta fuori misura rispetto al bisogno reale.

Non sarebbe stato più utile garantire vantaggi economici concreti sulle spese essenziali?

C'è poi la questione della burocrazia. La Card dovrebbe attestare la condizione di disabilità evitando ulteriori certificazioni; ma se viene ancora richiesto il certificato cartaceo di invalidità, cosa che accade di continuo a cosa serve una card se occorre comunque dimostrare ciò che la stessa dovrebbe già certificare?

Il problema più grave, però, resta il reddito.

Gli invalidi civili parziali, dal 74% al 99%, ricevono 340 euro al mese circa e devono rispettare un limite di reddito personale di appena 5.852,21 euro l'anno. (inps.it)

5.852,21, meglio ripeterlo perché è cosi assurdo da poter sembrare un errore. Una soglia che, davanti al costo della vita di oggi, diventa anche una questione di dignità.

Da una parte 340 euro che non bastano per vivere. Dall'altra un limite reddituale così basso da poter scoraggiare ogni possibilità di migliorare la propria condizione senza rischiare di perdere il sostegno.

Troppo poco per vivere e troppo poco spazio per guadagnare.Come essere invalidi e avere le mani legate in ogni senso.

E allora la domanda è semplice: quanto deve essere povera una persona con disabilità per poter continuare a ricevere 340 euro al mese?

Uno sconto non paga una bolletta, non fa la spesa, non compra un farmaco e non aumenta una pensione e non consente, di fare quelle visite "necessarie" che oggi il sistema sanitario non garantisce; ma che non è possibile con una cifra del genere prenotare privatamente.

La dignità non può essere il prezzo da pagare per non perdere un sostegno.