L'ultimo papa italiano fu Papa Albino Luciani (Giovanni Paolo I), soprannominato il Papa del sorriso, per la sua personalità affabile, umile e vicina alla gente. Il suo pontificato durò soltanto 33 giorni, dal 26 agosto al 28 settembre 1978, ma nonostante la brevità, lasciò un segno significativo nella storia della Chiesa cattolica.
A succederglitre papi che hanno segnato una svolta storica nella direzione internazionale della Chiesa cattolica, dopo secoli di dominio italiano.
Giovanni Paolo II (1978–2005), Karol Józef Wojtyła, polacco e primo papa non italiano dopo 455 anni, che ha avuto uno dei pontificati più lunghi della storia, quasi 27 anni.
Benedetto XVI, Joseph Ratzinger, tedesco, eletto nel 2005. Papa che assunse
l'appellativo di emerito dopo la rinnuncia nel 2013 per ragioni di salute
Papa Francesco, Jorge Mario Bergoglio, argentino eletto nel 2013 e venuto a mancare il 12 aprile di quest'anno. Primo Papa latinoamericano e primo gesuita ad essere eletto pontefice.
Ieri la fumata bianca e l'elezione del nuovo Santo Padre, a sorpresa il primo Pontefice statunitense nella storia della Chiesa cattolica: Robert Francis Prevost, nato a Chicago nel 1955, che ha adottato il nome papale di Leone XIV.
Molti italiani sono rimasti delusi, ed è su questa sensazione di malcontento che si intende riflettere, analizzandone le cause.
Per iniziare è importante considerare che la Chiesa cattolica è tradizionalmente identificata con Roma, non solo per la presenza fisica del Vaticano, ma anche per la sua forza spirituale che affonda le radici nella città dove San Pietro e San Paolo hanno predicato e sono stati martirizzati. Quando si parla di Ecclesia Romana, si intende infatti una Chiesa che ha la sua origine e missione in Roma. Avere un Papa italiano è stato così per molto tempo percepito come segno di fedeltà all' identità romana, e non solo geograficamente, ma anche simbolicamente come espressione di tradizione e continuità.
Secondo elemento: gli italiani hanno da sempre un forte legame culturale e religioso con la figura del Papa. Il papato, infatti, ha rappresentato per secoli l'autorità spirituale di Roma e ancora oggi molti fedeli e non, avrebbero voluto che il capo della Chiesa incarnasse appieno quel legame con il nostro paese e con la cultura cattolica italiana. Lungo la storia del pontificato, il Vicario di Cristo era percepito come un rappresentante del popolo e un simbolo di unità nazionale. Per questo motivo, un Papa proveniente da un altro paese, come gli Stati Uniti, fa sentire oggi molti italiani come se quella tradizione secolare fosse venuta meno, sebbene un simbolo di rottura in tal senso fosse già avvenuta con Giovanni Paolo II, Karol Józef Wojtyła, il quale, tuttavia, si era notevolmente integrato nella cultura italiana e addirittura romanizzato.
Allo stato attuale, un Papa quindi ancora una volta straniero,il quasrto, fa temere che la Chiesa possa perdere il suo radicamento romano. Il legame tra il Papa e la città di Roma, e in generale l'Italia, è visto infatti come una sorta di garanzia di autentico papato. L'idea di un Papa che non conosce a fondo la cultura religiosa italiana; o l'importanza simbolica di Roma sembra invece creare un senso di estraneità rispetto alla tradizione. Sebbene la Chiesa sia infatti universale, gli italiani hanno sempre considerato che un Papa italiano potesse essere più in sintonia con le tradizioni locali e con le sfide che la Chiesa vive quotidianamente in Italia. L'elezione di un Papa straniero può far sorgere il timore che la Chiesa universale prenda direzioni che non rispecchino completamente la sensibilità spirituale e culturale italiana.